Parlare è un bisogno. Ascoltare è un'arte. Per chi sente che qualcosa dentro non torna e cerca chi sappia ascoltare davvero.
Chi sono
Sono il Dr. Massimo Franco, psicologo e psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico, iscritto all’Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo. Ho maturato la mia esperienza clinica in contesti di cura complessi, con oltre 25 anni di attività professionale, di cui 19 anni in clinica psichiatrica, a contatto con forme di sofferenza psicologica profonda e strutturata.
Il mio lavoro si fonda sulla psicoterapia psicodinamica, un approccio che non si limita alla gestione dei sintomi, ma esplora le dinamiche inconsce, i conflitti interiori e le esperienze relazionali ed emotive che continuano a influenzare il presente. In questo quadro, condizioni come ansia, attacchi di panico, depressione, traumi, difficoltà relazionali, disturbi di personalità e narcisismo vengono comprese nella loro storia e nel loro significato, non ridotte a semplici etichette diagnostiche.
Non propongo soluzioni rapide né prometto cambiamenti immediati. Offro uno spazio clinico sicuro, rigoroso e non giudicante, in cui poter esplorare con gradualità ciò che genera sofferenza e blocco. Il cambiamento autentico richiede tempo, ma può svilupparsi in modo profondo, stabile e sostenibile, quando fondato sulla comprensione di sé.
Ricevo ad Ancona e online.
Il mio approccio
La psicoterapia psicodinamica lavora su ciò che alimenta il disagio, non solo su ciò che lo manifesta. Attraverso l’esplorazione del mondo interno, emergono i nodi emotivi e relazionali che si sono costruiti nel tempo e che continuano a condizionare il modo di sentire, pensare e relazionarsi.
Non offro tecniche standardizzate né protocolli rigidi. Ogni percorso è unico, perché ogni persona porta con sé una storia irripetibile.
A chi mi rivolgo
A chi attraversa un momento di sofferenza e sente il bisogno di comprenderla, non solo di gestirla. A chi è disposto a intraprendere un percorso di esplorazione interiore, con pazienza e impegno.
Il mio lavoro è indicato per chi affronta forme di disagio che tendono a ripetersi nel tempo, o che non trovano sollievo in approcci orientati esclusivamente al sintomo.
Il percorso terapeutico
Il percorso inizia con alcuni colloqui di valutazione, utili a comprendere la natura del disagio e a valutare insieme la possibilità di intraprendere un lavoro terapeutico.
La psicoterapia richiede tempo e continuità. I cambiamenti che emergono da questo lavoro tendono a essere stabili, perché fondati sulla comprensione profonda di sé e non su soluzioni esterne.
oppure
Cosa rende efficace la psicoterapia psicodinamica
La ricerca scientifica mostra che la psicoterapia psicodinamica produce benefici che non solo eguagliano quelli di altre terapie evidence-based, ma tendono a mantenersi e crescere nel tempo anche dopo la conclusione del trattamento. Questo accade perché il lavoro terapeutico non si limita alla riduzione dei sintomi, ma interviene sui pattern profondi di funzionamento che li generano.
La relazione terapeutica come strumento di cura
Il cambiamento in psicoterapia non è lineare né immediato. Avviene attraverso la relazione terapeutica, che diventa uno spazio in cui osservare dal vivo le dinamiche che si ripetono nella vita del paziente. Transfert, resistenze, acting out: fenomeni che, anziché ostacolare il lavoro terapeutico, ne diventano il materiale clinico principale. È nella relazione con il terapeuta che emergono gli stessi schemi che creano difficoltà fuori dalla stanza di terapia.
Oltre la gestione del sintomo
Molti approcci terapeutici si concentrano sul “cosa fare” quando compare il sintomo. La psicoterapia psicodinamica si chiede “perché” quel sintomo è comparso, “cosa” sta comunicando e “come” si è costruito nel tempo. Questa differenza è sostanziale: non si tratta di apprendere tecniche per controllare uno stato emotivo, ma di comprendere cosa quell’esperienza esprime della propria storia emotiva.
Effetti che continuano oltre la terapia
Una caratteristica distintiva della psicoterapia psicodinamica, confermata dalla ricerca (Shedler, 2010 — meta-analisi), è che i suoi effetti non si fermano al termine del trattamento. I pazienti continuano a migliorare anche dopo la fine della psicoterapia, perché hanno acquisito una capacità di auto-osservazione e comprensione che continua a operare in modo autonomo. Non si tratta di dipendere da strategie apprese, ma di aver modificato il proprio modo di funzionare psichicamente.
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IL SETTING
La psicoterapia inizia con la costruzione di un setting stabile: orari, frequenza, regole del lavoro insieme. Questa cornice permette di osservare ciò che emerge quando le condizioni rimangono costanti. È qui che i pattern relazionali iniziano a manifestarsi.
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L'ASCOLTO
Il terapeuta non cerca di risolvere, consigliare o rassicurare. Ascolta ciò che viene detto e ciò che non viene detto: le pause, le contraddizioni, gli argomenti evitati. L’ascolto psicodinamico è attivo, ma non direttivo.
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IL TEMPO
Il cambiamento psichico non è lineare. Ci sono fasi di stallo, momenti di resistenza, peggioramenti apparenti che indicano si sta toccando qualcosa di significativo. La psicoterapia psicodinamica richiede tempo perché lavora su strutture formate in anni.
Consiglio il Dr. Massimo Franco in quanto sin da subito è apparso professionale e cosa molto importante tranquillo. È in grado di trasmettere tranquillità e fiducia. Personalmente mi trovo davvero bene, ha grande capacità di ascolto ed empatia. Lo consiglio.
Maria
Ho iniziato da un paio di mesi un percorso terapeutico con il Dottor Franco, fin dalla prima seduta mi ha colpito per la sua professionalità ed esperienza. Percorso che ha iniziato a dare i primi risultati! Grazie alla sua esperienza riesce ad estrapolare aspetti di me che ignoravo, e a renderli di semplice comprensione.
Michele
La sua grande professionalità ed esperienza si è vista da subito. È riuscito a farmi sentire a mio agio, a capirmi, usando un linguaggio semplice, diretto e ricco di spunti che stimola la voglia di conoscere più me stessa. Persona a mio parere molto empatica, paziente e che va dritta al punto con molto rispetto, aiutandomi a vedere meglio la strada che sto percorrendo in questo momento.
Claudia
Due aspettative frequenti
Chi si rivolge a uno psicoterapeuta non porta solo il proprio disagio: porta anche un’idea — spesso implicita — di come dovrebbe essere aiutato. Due aspettative sono particolarmente frequenti, e il modo in cui la psicoterapia psicodinamica le affronta risulta spesso controintuitivo.
Sono richieste umane. Quello che cambia è come vengono ascoltate.
Reazione TIPICA #1
Molti pazienti arrivano in terapia con una richiesta precisa: far sparire l’ansia, bloccare gli attacchi di panico, liberarsi della tristezza che non li abbandona. È una richiesta comprensibile, ma si fonda su un presupposto implicito: che il sintomo sia un errore del sistema, un malfunzionamento da correggere, qualcosa che non dovrebbe esistere.
La psicoterapia psicodinamica considera il sintomo in modo radicalmente diverso. Freud lo definiva una formazione di compromesso: non un guasto, ma il modo in cui la psiche tenta di gestire un conflitto che non può essere affrontato direttamente. L’ansia che sembra comparire senza motivo, la tristezza che persiste nonostante le circostanze favorevoli, l’irritabilità che esplode in modo sproporzionato sono tutti tentativi della mente di segnalare qualcosa che richiede attenzione.
Ogni sintomo ha una storia. Si è costruito nel tempo, spesso in risposta a situazioni in cui certe emozioni non potevano essere espresse o tollerate. Ha svolto una funzione protettiva, anche se oggi appare solo come fonte di sofferenza. Eliminarlo senza comprenderne l’origine equivale a silenziare un allarme senza verificare cosa lo abbia attivato.
Il lavoro terapeutico non punta alla soppressione del sintomo, ma alla sua comprensione. Quando il conflitto sottostante viene identificato e gradualmente elaborato nella relazione terapeutica, il sintomo tende a perdere la sua ragion d’essere. Non viene rimosso dall’esterno: si trasforma dall’interno, perché la funzione che svolgeva non è più necessaria.
Questo richiede un cambiamento di prospettiva che può risultare inizialmente controintuitivo: smettere di trattare il proprio malessere come un nemico da sconfiggere e iniziare a considerarlo un messaggio da decifrare.
"Finché non renderai cosciente l'inconscio, esso dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino"
Carl Gustav Jung
Reazione tipica #2
Un’altra aspettativa frequente è che il terapeuta fornisca indicazioni pratiche: come comportarsi con il partner, cosa rispondere al capo, quale decisione prendere di fronte a un bivio importante. Questa richiesta riflette un bisogno comprensibile di orientamento, ma nasconde anche qualcos’altro: una delega implicita, il desiderio di affidare a qualcun altro la responsabilità delle proprie scelte.
La psicoterapia psicodinamica non funziona in questo modo. Il terapeuta non è un consulente che dispensa consigli basandosi sulla propria esperienza di vita, né un esperto che sa cosa sia meglio per il paziente. Il suo compito è profondamente diverso: aiutare a riconoscere cosa ostacola la capacità di decidere autonomamente, quali conflitti interni rendono così difficile scegliere, perché certe opzioni sembrano impraticabili prima ancora di essere valutate.
Chi chiede ripetutamente “cosa devo fare” spesso sta evitando di entrare in contatto con la propria ambivalenza. L’ambivalenza è uno stato psichico in cui coesistono desideri opposti verso lo stesso oggetto o la stessa situazione: si vuole e non si vuole contemporaneamente, si desidera qualcosa e al tempo stesso se ne ha paura. È una condizione scomoda, che genera tensione e incertezza. La richiesta di un consiglio esterno serve spesso a sfuggire a questa tensione, delegando ad altri una scelta che solo il paziente può compiere.
Il terapeuta che risponde alla domanda “cosa devo fare” fornendo un’indicazione concreta priva il paziente di un’opportunità clinica fondamentale: scoprire perché quella domanda è così urgente, cosa rende così intollerabile l’incertezza, quali fantasie catastrofiche sono associate all’idea di sbagliare. Sono questi i nuclei emotivi che la psicoterapia psicodinamica esplora.
Il risultato di questo lavoro non è una risposta alla domanda iniziale, ma qualcosa di più duraturo: la restituzione al paziente della capacità di tollerare l’ambivalenza, di sostenere l’incertezza senza dover fuggire da essa, di fidarsi del proprio giudizio anche quando le circostanze sono complesse. Non si tratta di imparare “cosa fare”, ma di recuperare la libertà interna di poter scegliere.
"La capacità di tollerare l'incertezza è il presupposto di ogni pensiero autentico"
Wilfred Bion
Per questo, lavoro con un approccio psicodinamico: ogni persona porta una storia singolare, fatta di esperienze, legami e significati che non possono essere ridotti a spiegazioni semplici. Il percorso terapeutico nasce dal rispetto di questa complessità e dalla possibilità di esplorarla senza forzarla. Non esistono soluzioni valide per tutti, ma uno spazio in cui ciò che oggi è confuso, doloroso o difficile da nominare può gradualmente trovare parole, connessioni e un senso che diventi pensabile per chi lo vive.
Chiedere aiuto è scegliere di non restare soli con ciò che non si comprende.
Lo stigma sulla psicoterapia esiste ancora e può rendere difficile anche solo il primo passo. Il timore di essere giudicati o fraintesi è reale, e spesso trattiene più della sofferenza stessa.
Prendersi cura della propria mente non è un lusso: è un atto di responsabilità verso sé stessi, soprattutto quando ciò che si prova diventa difficile da comprendere o da sostenere da soli.
Nonostante abbia fatto ancora solo poche sedute, grazie alle osservazioni del dottor. Franco è emerso molto materiale su cui riflettere.
Tiziano
Professionista serio, affidabile e con grandi capacità di ascolto. Durante il periodo del lockdown è stato di enorme supporto per affrontare un periodo difficile. Lo consiglio vivamente.
Beatrice
Non so chi dei due abbia trovato l'altro, la mia intuizione che fosse lui la persona a cui affidarmi si è rivelata da subito giusta ed è ogni volta ampiamente riconfermata. Massimo è un professionista su tutti i livelli, di grande spessore umano e intellettuale, capace di sentire almeno quanto di ascoltare, davvero tanto!
Veronica
Hai mai pensato:
- Mi sento così e non so perché — e il non capire è diventato parte del problema
- Mi chiedo cosa ci sia che non va in me, come se la risposta fosse sempre un passo più in là
- Ho già provato a stare meglio da solo, ma quello che sento continua a non trovare parole
Queste domande segnano spesso l’inizio di un percorso psicoterapeutico. Non nascono da curiosità astratta, ma dall’esperienza concreta che qualcosa dentro non torna — e che il tempo, da solo, non basta a chiarirlo.
L’ansia che arriva senza preavviso, e ti ritrovi a cercare una causa che non trovi. La tristezza che resta anche quando “dovresti” stare bene, e la frustrazione — a volte la vergogna — di non riuscire a scrollartela di dosso. Le reazioni che ti sembrano eccessive, e non capisci perché il tuo stesso comportamento ti risulti estraneo. Quando il disagio non ha un nome, la sofferenza si moltiplica: non sapere cosa stai vivendo ti lascia più confuso e più solo.
La psicoterapia psicodinamica parte da qui: dal prendere sul serio questo stato di smarrimento, senza liquidarlo come qualcosa da risolvere in fretta. Il lavoro terapeutico non offre spiegazioni preconfezionate, ma costruisce uno spazio in cui ciò che prima era solo sensazione, frammento o peso senza nome può gradualmente diventare pensabile. Si procede per avvicinamenti successivi, ipotesi, riformulazioni. Non sempre emerge subito una risposta — ma nel tempo si sviluppa una comprensione più articolata di sé e di ciò che si ripete.
Questo lavoro richiede tempo e non è sempre confortevole. Significa sostare nell’incertezza, rinunciare a capire subito, accettare che alcune cose diventino chiare solo gradualmente. So quanto questo possa essere frustrante, soprattutto per chi arriva sperando in un sollievo rapido. Ma è proprio la possibilità di restare nella domanda — senza cercare scorciatoie — che rende possibile un cambiamento che non sia solo di superficie.
Se ti riconosci in queste parole e senti che è il momento di capire cosa sta succedendo davvero, posso offrirti uno spazio dove farlo con il tempo, la serietà e il rispetto che questa ricerca richiede.
"Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia"
Carl Gustav Jung
Ho la fortuna di aver condiviso con Massimo Franco una lunga attività di collaborazione professionale ne ho tratto uno scambio profondo e proficuo moltissimi spunti di riflessione clinica personale e più In generale sulla visione del mondo. Posso dire che è stato uno degli incontri più importanti per la mia formazione personale che professionale. Insieme abbiamo gestito situazioni che altri avrebbero definito impossibili. La sua determinazione la sua capacità di inquadramento diagnostico e terapeutico dei problemi sono per me tutt'ora una memoria Che struttura la mia azione nel quotidiano Peccato che le stelle di valutazione siano solo 5
Giancarlo
Ho avuto la possibilità e l'opportunità di conoscere professionalmente il Dottor Franco durante un'esperienza lavorativa durata circa un anno. Ho mosso i miei primi incerti passi da aspirante psichiatra sotto la sua sapiente guida. Dopo anni mi accorgo di quanto sia stato accorto nel bilanciare le mie sazietà e i miei bisogni intellettuali, attento nell'insegnarmi la cura per la "Persona", chirurgico nell'attenzione all'"Anima". Caro Massimo, sei il professionista a cui mi sento più legato e con il quale ho condiviso le profondità e le altezze anche personali. Probabilmente se tra di noi ci fosse stata una dinamica marziale, saresti sicuramente stato il mio Shi-fu!
Stefano
Indirizzo
Via Santa Margherita, 30,
60124 Ancona AN, Italy
Orari
8:00 – 20.00
Lunedi – Venerdi
Telefono
+393355825821
Un appuntamento per parlare
Il primo colloquio è già uno spazio di ascolto. Non serve avere le idee chiare né sapere cosa si cerca: si può portare ciò che si sente, anche se ancora confuso. Sarò lì per ascoltare — senza giudicare, senza fretta — e per capire, insieme, se questo lavoro può avere senso.
Se senti che è il momento, scrivimi su WhatsApp al 335 5825821.



